Quando un suiseki ha una storia

Per comprendere meglio il suiseki giapponese, proponiamo alcuni esempi di pietre che, a prescindere dalle loro caratteristiche fisiche, assumono un particolare valore perchè la loro storia è documentabile. In Giappone, infatti, quando si ha la possibilità di determinare con certezza l'origine di un suiseki ma anche del suo daiza attraverso una documentazione attendibile, allora la pietra, pur non essendo una pietra storica e quindi ancora commerciabile, assume una valenza speciale e questo ne aumenta l'appeal ed il costo. Per la maggior parte delle pietre con una certa storia, ad esempio, il kiribako, la scatola che le contiene, diviene esso stesso documento del suiseki, perchè sul retro del coperchio vengono apposti i nomi ed i timbri dei proprietari che si succedono nel tempo, autenticando quindi i passaggi di mano. Sulla facciata principale del coperchio, invece, viene scritto il luogo di origine della pietra, e a volte anche viene dipinta la pietra stessa. Nel caso di pietre molto antiche, può rendersi addirittura necessaria la costruzione di un secondo kiribako, perchè sul coperchio non c'è più posto per scrivere i nomi dei proprietari. Il secondo kiribako sarà più grande del precedente, in modo da poter contenere anche il precedente.
Quando si acquista un suiseki giapponese, quindi, la presenza del kiribako ne aumenterà il valore e l'importanza, influendo sul prezzo.
In rarissimi casi, poi, la pietra è corredata da un album, un insieme di pagine su cui i vari proprietari ma anche gli osservatori occasionali hanno scritto poesie, riflessioni o eseguito dipinti che il suiseki ha suggerito loro. Questo tipo di testimonianza è rarissima e rende la pietra inesistimabile.

 
Una piccola Furuya-ishi
Questa pietra proviene da una collezione privata e verrà posta in vendita all'asta da Christie's nel Dicembre 2015 , in un evento denominato "Beyond white clouds - Chinese Scholar's Rocks From A Private Collection", che annovera anche molte pietre cinesi. Nella descrizione dell'oggetto, curiosamente si parla molto poco della pietra in sè e moltissimo delle persone che hanno condiviso con il suiseki parte della loro  vita terrena. La pietra è in vendita all'asta ( valore stimato : $31,118 - $51,863) ... un'altro tassello da aggiungere alla vita conosciuta di questo suiseki.

Descrizione.

Una piccola Furuya-ishi giapponese, a forma di montagna 
accompagnato da un album montato con i commenti di vari intenditori, Giappone - Tardo periodo Edo.

La pietra orizzontale con creste aguzze è simile ad una montagna scoscesa, sulla superficie le striature di calcite naturali rappresentano cascate che sgorgano da valli.

5 3/4 inches (14.5 cm.) in larghezza, basamento in legno, scatola di legno giapponese con la firma di Yamomoto Baitsu datata al 1852, all'interno di una scatola di legno giapponese più grande, con la firma di Tani Tetsuomi datata al 1875.

 

Provenienza.

Collezionato da Kosugi, secondo l'album. Probabilmente Kosugi Goroemon (1785-1854), un imprenditore giapponese attivo nella zona Omi durante il tardo periodo Edo.
Yamamoto Baiitsu (1783-1856), un pittore giapponese di fama.
Collezionato da Ichida, secondo l'album. Probabilmente Ichida Yaichirou (1843-1906), un imprenditore giapponese attivo nella zona Omi durante il periodo Meiji
Firmato Nyoiou e Taiko sulla scatola di legno giapponese, nomi di Tani Tetsuomi (1822-1905), un poeta giapponese attivo nella zona Omi durante il periodo Meiji.
Sigillo 'Chisendou' sulla scatola di legno giapponese,  nome di Okumura Chikutei (1873-1927), un intagliatore giapponese di sigilli.

 
Questo suiseki a forma di montagna  è conservato all'interno di due scatole di legno giapponesi. Il coperchio della scatola di legno più piccolo è iscritto su un lato con i caratteri "Long-men" (la montagna Dragon Gate, nello Yunnan in Cina), firmato Gyokuzen; l'altro lato con un'iscrizione di Gyokuzen con una data corrispondente al 1852, spiegando che ha ribattezzato la pietra "Monte Horai (Penglai)", la  dimora degli Immortali appoggiata sul dorso di una tartaruga dalla mitologia cinese, a causa della sua somiglianza nel lato inferiore con la struttura di un guscio di tartaruga. Gyokuzen è il nome  del pittore e literati di fama Yamamoto Baiitsu (1783-1856), che fu attivo durante il tardo periodo Edo. Sul coperchio della scatola di legno più grande è inciso su un lato del coperchio con i caratteri che indicano "Monte Horai", firmati Nyoiou con una data corrispondente al 1875, e un sigillo di lettura Taiko; l'altro lato con un sigillo Chisendou. Nyoiou e Taiko sono entrambi i nomi del poeta del periodo Meiji Tani Tetsuomi (1822-1905), attivo nell'area di Omi, mentre Chisendou è il nome dell'intagliatore di sigilli Okumura chikutei (1873-1927).
 
 
La pietra è accompagnata anche da un album montato con i commenti di 15 letterati attivi nelle zone Omi e di Kyoto durante il tardo 19 fino al 20esimo secolo.
In questo album, il pittore Murata Koukoku (1831-1912) ha riprodotto il suiseki con due illustrazioni ed in un commento datato 1873 ha osservato che la pietra è stata originariamente di proprietà di Kosugi, e più tardi entrò nella collezione di Yamamoto Baiitsu, il quale dapprima la chiamò 'Dragon Gate' e poi 'Il Monte Horai'. La proprietà passò poi a Ichida. E' probabile che Kosugi faccia riferimento a Kosugi Goroemon (1785-1854), un imprenditore giapponese attivo nella zona Omi durante il tardo periodo Edo, mentre Ichida si riferisce a Ichida Yaichirou (1843-1906), un imprenditore giapponese attivo nella zona Omi durante il periodo Meiji. Dal momento che la scatola di legno più grande porta la firma di Tani Tetsuomi datata 1875 da un lato e il sigillo di Okumura chikutei dall'altra, è possibile che la pietra sia stata prima trasferita a
Tani Tetsuomi e poi a Okumura chikutei.
 
I 15 letterati che parteciparono alla realizzazione di questo album sono: Murata Koukoku (1831-1912), Tani Tetsuomi (1822-1905), Yamanaka Ken (1822-1885), Kamiyama Houyou (1824-1889), Ema Tenkou (1825-1901 ), Jin Shiheng (atto. periodo Guangxu), Tanabe Hekidou (1864-1931), Nakamura Tansui, Okamoto Yu (1810-1897), Katayama Tsutomu, Hayashi Sokyou (1828-1896), Ichimura Ken (1842-1899), la maggior parte dei quali avevano poesie contenute nella pubblicazione Nihon Dojin Shisen, che è stato pubblicato nel 1883 in Giappone e compilato dal poeta cinese Chen Manshou che ha viaggiato in Giappone nel tardo 19 ° secolo e si sono associati con il cerchio dei letterati nelle zone Omi e Kyoto.
Su gentile segnalazione del Dott.Thomas Elias
Testi e immagini tratte dal catalogo on line di Christie's
 
Il Bonseki "Doten" ("Heavenly Cavern")
Nella prima edizione della Japan Suiseki Exhibition, la mostra dei suiseki dei soci della Nippon Suiseki Association, tenutasi a Tokyo nel Febbraio 2014, uno dei pezzi esposti più significativi era un bonseki molto piccolo ma storicamente importante, la "Caverna del cielo", già di proprietà del principe Arisugawa Taruhito. La pietra è corredata  dal kiribako e dal suo album, anch'esso contenuto in una scatola in legno. La pietra misura 10 cm x 6,5 cm x 6,5 cm.
Curiosamente, dopo l'esibizione nella mostra la pietra è stata proposta in una importante vendita all'asta, di cui possiedo il catalogo. Il valore stimato era tra gli 8.500.000 ed i 10.000.000 Yen, una cifra da capogiro... tra i 60.000 ed i 75.000 Euro ! Non posso però soddisfare la vostra legittima curiosità : Doten ha adesso un nuovo proprietario ?

Questo bonseki del  periodo Meiji è il prodotto di una epoca raffinata nella storia della cultura del suiseki, e noi siamo onorati di averlo mostrato in questa nuova serie di esibizioni. Anche se questa pietra dalle dimensioni di un palmo non è adatta per la esposizione in tokonoma, l'abbiamo inclusa in questa sezione per il suo valore storico.L'origine della pietra è sconosciuta, ma alla luce del contesto culturale del tempo, le varie iscrizioni nell'album che la accompagna e la natura della pietra stessa fanno pensare che essa sia stata portata in Giappone dalla Cina come un apprezzato oggetto per essere collocato su un tavolo tra gli strumenti di scrittura dei letterati.
L'eleganza delle cinque grandi montagne della Cina, o forse delle tre montagne famose in Giappone, sono tutte incarnate in questa piccola pietra. Con un cuore aperto si potrebbe anche percepire  qualcosa del mitico Monte Sumeru del Buddismo. Si tratta di una pietra preziosa nota per essere stata apprezzata da principi imperiali e deve essere conservata per le generazioni a venire.

 

 
A sinistra, la scatola con l'iscrizione "Album che accompagna la pietra Doten",  a destra l'ultima pagina dell'album, con una poesia e con la pittura del kiribako della pietra, realizzati da Tomioka Tessai
          
 
Alla maniera dei letterati, gli album sono parte dell'apprezzamento del suiseki e talvolta accompagnano le pietre, e questo è il più degno fra tutti. Letteralmente chiamati "Giornali delle origini delle nuvole", questo nome deriva dall'antica credenza cinese che le nuvole nascono dalle fessure tra le rocce e le pietre di una montagna. Come le nuvole vengono immaginate nascere dalle pietre, il termine "radici delle nuvole" (in altre parole, "origini delle nuvole") viene a identificare rocce e pietre in genere. Le persone che hanno visto una data pietra possono lasciare le loro impressioni in questi album sotto forma di dipinti o di poesie. Interamente dedicato a una sola pietra, questo album è un tesoro del mondo del suiseki, in cui hanno lasciato un segno una serie di importanti personaggi storici.
       
 
Immagini e testi tratti dal Catalogo della JSE 2014
   
   
   
   

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